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sabato 11 giugno 2016

E così riscopriamo la strada in cui vogliamo inoltrarci.


“Gesù, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco»”. (Lc 7,44-47)
Mentre mi trovo in Puglia assieme ai giovani di Casa Sant’Andrea, non posso non vedere i tratti di Gesù in don Tonino Bello, vescovo scomparso prematuramente che siamo venuti a conoscere in questi giorni in Puglia. In tanti ci stanno raccontando il suo stile attento, delicato, misericordioso. E così riscopriamo la strada in cui vogliamo inoltrarci.
- don Silvano, Casa Sant'Andrea

sabato 4 giugno 2016

Domani il Signore li unge come suoi presbiteri


“Dio, che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia, si compiacque di rivelare in me il Figlio suo perché lo annunciassi in mezzo alle genti”. (Gal 1,15)
Guardo Diego, Francesco, Sebastiano, Stefano e padre Lorenzo, i quattro giovani del Seminario di Padova e il monaco calmaldolese che domani vengono ordinati presbiteri per la Chiesa di Padova e penso che le parole scritte nella prima lettura di questa domenica da Paolo stanno proprio bene anche sulle loro labbra. Domani il Signore li unge come suoi presbiteri, perché annuncino la Parola dell’Amore in mezzo alle genti. - don Silvano, direttore di Casa Sant'Andrea

domenica 29 maggio 2016

Per la scoperta del dono di Gesù che per primo ci ama così


Il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». (1Cor 11,23b-25)

Chi è il cristiano se non una persona che ha scoperto la gioia di dare se stesso da mangiare agli altri, come pane spezzato? Chi è se non colui che ha scoperto di poter amare gli altri donando il proprio sangue, fino alla fine? E non per un gesto di eroismo, ma per la scoperta del dono di Gesù che per primo ci ama così. Cristiano accanto ad altri cristiani, poi, ci siamo anche noi che, come presbiteri, abbiamo ricevuto il mandato di rinnovare sull’altare questo miracolo d’amore. Tutti insieme veniamo nutriti dal Signore per vivere alla sua misura.

mercoledì 18 maggio 2016

Non farci mancare le energie, il sostegno, il tifo


Vedo passare il Giro d'Italia e sento crescere dentro di me l'entusiasmo. Sono davvero forti questi ciclisti: quanto allenamento, quanta tenacia, quanta pazienza. E poi lo spirito di squadra. Dietro l'impegno di ognuno di loro ci sono i gregari, un allenatore, una famiglia che sostiene e aspetta ogni ritorno. Così la mia vita. Ho una corsa da compiere con fede verso una meta che è più vicina a me di me stesso, ma anche sempre un po' oltre. Non farci mancare le energie, il sostegno, il tifo necessari per correre verso di te, Signore.
- don Silvano, direttore di Casa Sant'Andrea

lunedì 16 maggio 2016


Come una mamma, un genitore o un educatore sapiente, il Signore si è fatto da parte in questi giorni: è salito al cielo, chiamandoci ad assumerci la responsabilità della vita e del Vangelo; egli affida a ciascuno di noi ciò che gli appartiene e ci benedice, credendo in noi, fidandosi di noi.
Conosce le nostre incertezze, i timori e le pigrizie di ogni ragazzo e giovane: per questo ci chiede di attendere il dono dello Spirito. Vieni, Santo Spirito: illumina la strada ad ogni persona, incoraggia i nostri cuori a vivere la nostra particolare chiamata, fino al giorno del tuo ritorno. - don Silvano

venerdì 13 maggio 2016

“Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”



Si avvicina il giorno di Pentecoste e mi ritrovo a leggere questa frase di Seneca: “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”. Trovo sia un’intuizione intelligente e saggia, utile a tutti noi che spesso vaghiamo senza sapere dove stiamo andando, ma ancor più per tanti ragazzi e giovani che hanno dinanzi il loro futuro. Allora ringrazio il Signore per il dono dello Spirito Santo, luce che illumina la strada, sole che riscalda e scioglie la nebbia del cuore, vento che soffia sulle vele della vita. E lo invoco: guidaci, Luce gentile!
- don Silvano

mercoledì 27 aprile 2016

Incoraggiato a pregare con fiducia il Signore


Vedo questi antichi graffiti di preghiere lasciate dai cristiani dei primi secoli in una catacomba romana e mi rendo conto che la preghiera intrisa di attese, paure, pentimento, gioie e speranze non cade nel vuoto quando la esprimiamo a Dio, ma lascia un segno nel suo cuore e nel nostro. Ancora una volta mi sento incoraggiato a pregare con fiducia il Signore, affidandogli la mia vita, il cammino della Chiesa, i drammi dell'umanità, ma anche il desiderio di felicità nascosto nel cuore di ogni ragazzo e giovane, disponibile a lasciarmi segnare da quanto gli esprimo.
- don Silvano

giovedì 21 aprile 2016

Lui è con me


Ogni dono – mi dice uno dei giovani della comunità vocazionale - è un segno concreto dell’importanza di una relazione. Come avviene con un amico o una fidanzata, così avviene anche con Dio: riconoscere i suoi doni, anche nella semplicità della vita di ogni giorno, mi ricorda che lui è con me, mi vuole bene e mi accompagna. In questi mesi di ricerca a Casa Sant’Andrea mi sento davvero grato verso il Signore per i tanti piccoli e grandi doni che sta mettendo sulla mia strada, uno per tutti quegli “occhi nuovi” con cui guardare alla mia persona e alla mia storia per riconoscere le sue meraviglie. - don Silvano

domenica 17 aprile 2016

Incontrare il Signore


Se guardo alla mia storia, riconosco che oggi sono prete per una consolante intuizione che ho avvertito nel cuore sin da bambino, ma anche grazie ai miei parroci e cappellani, alla mia famiglia, ai catechisti, agli educatori di Azione Cattolica, ai tanti amici della Parrocchia, agli educatori del Seminario…
Mi hanno fatto pensare in grande, incontrare il Signore e sognare il futuro insieme a lui. Come l’acqua di un fiume scorre verso il mare, così, insieme a loro mi sono addentrato con fiducia verso il futuro. Sono ricco di GRAZIE per ciascuno di loro e per Colui che è ricco di Misericordia! - don Silvano
#preghiera #vocazioni

giovedì 14 aprile 2016

Era il 1996


Era il 1996 quando ho preparato per Tommaso una piccola candela colorata in occasione della "partenza" scout.
Non pensavo fosse ancora intera dopo vent'anni. Invece, sabato scorso, mi sono accorto che l'ha custodita tra le sue cose importanti, portandola con sé in tutto questo tempo assieme alla nostra amicizia. E ripenso a Gesù, che ci chiama amici e custodisce la nostra amicizia oltre lo scorrere del tempo, le lontananze, i silenzi, il peccato.
Egli chiama amici i pubblicani e i peccatori, i suoi discepoli e ciascuno di noi e per ciascuno dona la vita, amando sino alla fine. Non posso che sorprendermi, imbarazzato di questa sua grande attenzione, ma anche lasciarmi coinvolgere, rimanendo fedele custode dell'amore.
- don Silvano

mercoledì 13 aprile 2016

La bellezza della vocazione


"Così voi, non per voi", è una massima del poeta Virgilio di grande sapienza. La fontana non lascia sgorgare l'acqua per sé, ma per il viandante. È questa la verità della nostra vita: le capacità, i doni, le risorse che abbiamo non sono per noi stessi, ma per gli altri, per ogni viandante che ci incontra. Ed ecco la bellezza della vocazione: ciascuno fa dono di sé agli altri come Cristo e insieme a lui, chi sposandosi, chi consacrando se stesso al Padre, chi servendo da presbitero una comunità, chi piegandosi sulle necessità grandi e piccole degli altri.
- don Silvano

mercoledì 6 aprile 2016

Cerco il Signore, in questo tempo.


Cerco il Signore, in questo tempo. Lo cerco nella Parola e nella vita, lo cerco in me e nelle persone che incontro, con la testardaggine di chi sa che egli è vivo e presente. E mi imbatto in queste antiche iscrizioni in una delle catacombe romane. Si, il Signore è vivo, anche se spesso abita nelle profondità della vita, delle città, della Chiesa, dei cuori. Con fiducia riprendo la mia ricerca, certo di poterlo trovare in ogni dove e in ogni persona.
- don Silvano

venerdì 25 marzo 2016

Una strettoia che si apre sulla Risurrezione



Quante croci sopra questo altare, croci che provengono da diverse porti del mondo. Ci ricordano ogni persona di questo mondo sperimenta la sofferenza, la prova, l'ingiustizia.
Ci ricordano i drammi del vicino di casa, del profugo che sbarca sulle coste del nostro paese, del perseguitato per la fede o per le idee in cui crede. Allo stesso momento ci ricordano che tutti siamo fratelli di Gesù, che tutti viviamo l'esperienza della sua passione. È consolante questa notizia: nessuno è solo nel dolore; il Figlio di Dio condivide il nostro patire. Ma non è solo questa la verità della croce. Se la viviamo con la fiducia di Cristo essa diventa la nostra realizzazione: se la portiamo con amore ci permette di unirci profondamente al Padre e ai fratelli; non è più un ostacolo ma un ponte di comunione con il Padre e con gli altri. Una strettoia che si apre sulla Risurrezione.
- don Silvano Trincanato

mercoledì 16 marzo 2016

Forse ognuno di loro ha bisogno di uno sguardo


Sembra che la parola più ricorrente negli scritti dei Millennials, ossia i 12,5 milioni di giovani nati tra il 1980 e 2000, sia “futuro”. Ti raccontano come stanno, le loro emozioni, ma non ti dicono se si sentono tristi, annoiati o brutti. Si sentono costretti a una quotidiana esibizione di se stessi secondo un codice che richiede bellezza, simpatia, divertimento.
Forse ognuno di loro ha bisogno di uno sguardo, uno sguardo sincero che permetta loro di essere come sono, di ascoltarsi davvero e di svelarsi, per inoltrarsi nel futuro in compagnia e non da soli, per camminare verso il Signore, unico futuro che verrà.
- don Silvano

giovedì 10 marzo 2016

Riconoscendo che il mio fare non è così indispensabile


Stamattina alle ore 8.30 ho portato l'auto dal carrozziere, poi dal meccanico e ancora dal carrozziere. Alle ore 12 l'ho riavuta, poi ho pranzato in buona compagnia ed ora, alle ore 14.30, sono in un'altra officina per la revisione. Forse che in quanto prete debba passare così il mio tempo? Anche sì, mi rispondo. Non sono "del mondo" ma "nel mondo", come lo è stato Gesù e come lo sono tutte le altre persone. E anche così posso ascoltare e portare la Parola, facendo della mia attesa un'occasione, salutando cordialmente chi lavora o chi incontro, ripensando ai miei impegni e come meglio portarli avanti, guardando con stupore la natura, riconoscendo che il mio fare non è così indispensabile.
E pagando il giusto a chi ha lavorato.
- don Silvano

mercoledì 2 marzo 2016

No. Non è un sogno.



Alcuni giovani si interrogano sul proprio futuro e sulla propria persona, cercando di cogliere i segni della propria vocazione. No. Non è un sogno. Vivo con loro ogni giorno, altri li incontro lungo il percorso. In questi giorni sto condividendo con un gruppo di loro un'esperienza formativa a Roma.
- don Silvano

lunedì 22 febbraio 2016

Devo decidermi



Mi trovo dinanzi allo scaffale del caffè al supermercato. Quale pacco prendo? Grande o piccolo? Di che marca? Di che prezzo? E quale andrà bene alla comunità? Se uso quello il caffè sembra annacquato, se uso l’altro esce troppo forte, se prendo l’altro ancora provoca acidità… È sempre la stessa storia: di fronte a diverse possibilità devo decidermi e scegliere ciò che è sano e fa bene e, se possibile, ciò che piace.
- don Silvano

martedì 16 febbraio 2016

La sua Parola lava e bagna



Pioggia. Ancora pioggia. L’avevamo attesa da tanto e adesso è arrivata. Faccio presto a stancarmi di questo regalo del cielo. Eppure com’è benefico. La pioggia lava l’aria, così pesante di smog. La pioggia bagna la terra e la rende ospitale.
Così è della parola del Signore. La sua Parola lava e bagna, ci purifica e rende fecondi. E allora non smettere, Signore, di parlarci. La tua parola sarà il nostro bene.
- don Silvano

giovedì 11 febbraio 2016

Il deserto non è scomparso


Dopo l'Avvento, che ci ha portati nel deserto insieme a Giovanni Battista a preparare la via al Signore, ora inizia la Quaresima.
Il deserto non è scomparso. È lì che siamo chiamati ad abitare ancora se vogliamo accogliere la verità della vita.
Lì, senza tante presenze, senza tanti appoggi, denudati di tutto, possiamo scoprire la gioia della libertà, la nostra sete di infinito, la gioia di ascoltare la Parola.
- don Silvano

mercoledì 3 febbraio 2016

Possiamo mettere al mondo qualcosa di nuovo



Ma cos’è in fondo che noi desideriamo? 
A questa domanda, che mi è arrivata tra le mani in questi giorni, ho trovato la risposta di San Tommaso d’Aquino. Altro non desideriamo se non di essere creativi nella vita, perché noi siamo fatti ad immagine di Dio che è il Creatore.
Come Dio, insieme a lui, noi possiamo mettere al mondo qualcosa di nuovo, di bello e di buono.
- don Silvano