Il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». (1Cor 11,23b-25)
Chi è il cristiano se non una persona che ha scoperto la gioia di dare se stesso da mangiare agli altri, come pane spezzato? Chi è se non colui che ha scoperto di poter amare gli altri donando il proprio sangue, fino alla fine? E non per un gesto di eroismo, ma per la scoperta del dono di Gesù che per primo ci ama così. Cristiano accanto ad altri cristiani, poi, ci siamo anche noi che, come presbiteri, abbiamo ricevuto il mandato di rinnovare sull’altare questo miracolo d’amore. Tutti insieme veniamo nutriti dal Signore per vivere alla sua misura.
