venerdì 18 marzo 2016

Esco rinato, ora sono di nuovo in forma.


Cosa c'è di meglio lungo una settimana di corse di una calda doccia rigenerante?
È così che vivo ora il sacramento della confessione.
Non c'entra la pulizia, è piuttosto un abbraccio caldo. Mi accoglie così come sono: teso, affaticato, a terra.. mi abbandono lì, con un prete che conosco, e pian piano tutto cambia. Sto come in ammollo nell'amore di Dio.
Esco rinato, ora sono di nuovo in forma. Ci vuole proprio!
Mi preparo alla Pasqua stando un po' in ammollo, imparando a gustare l'amore rigenerante del Padre. Per una vita nuova!
- Stefano

giovedì 17 marzo 2016

Perché il mio sguardo si lasci attrarre dai tanti fiori semplici



Mi guardo intorno e tutto è secco, umido, freddo.. poi il mio sguardo viene attratto da una macchiolina bianca: un bucaneve! E subito mi accorgo che ce n'è un altro e un altro e sono tanti, lungo il sentiero e nel bosco...
Ecco cosa succede quando faccio un po' di digiuno, qualche sacrificio o penitenza: accetto di lasciare la mia vita un po' più nuda, secca, fredda perché il mio sguardo si lasci attirare da una macchiolina bianca, poi un'altra e tante ancora.
Digiuno in Quaresima perché il mio sguardo si lasci attrarre dai tanti fiori semplici e belli che già abitano la mia vita e così mi preparo ad accogliere Gesù per vedere i tanti fiori che già abitano la mia vita.
- Stefano

mercoledì 16 marzo 2016

Forse ognuno di loro ha bisogno di uno sguardo


Sembra che la parola più ricorrente negli scritti dei Millennials, ossia i 12,5 milioni di giovani nati tra il 1980 e 2000, sia “futuro”. Ti raccontano come stanno, le loro emozioni, ma non ti dicono se si sentono tristi, annoiati o brutti. Si sentono costretti a una quotidiana esibizione di se stessi secondo un codice che richiede bellezza, simpatia, divertimento.
Forse ognuno di loro ha bisogno di uno sguardo, uno sguardo sincero che permetta loro di essere come sono, di ascoltarsi davvero e di svelarsi, per inoltrarsi nel futuro in compagnia e non da soli, per camminare verso il Signore, unico futuro che verrà.
- don Silvano

martedì 15 marzo 2016

Avvicinati, tu sei amata!


Entrando in chiesa per un saluto, il mio sguardo è subito catturato dalla gigantografia di un Volto di fronte a me. Così grande, che sembra incredibilmente vicino. Se l'amore umano richiede vicinanza, ancora di più l'Amore di Dio ha voluto farsi vicino a me, nel grembo e sulla croce, nel pane che sto per mangiare. E in questo sguardo, così umano e pieno di misericordia, sembra quasi volermi dire: "Avvicinati, tu sei amata!"
- Sara

lunedì 14 marzo 2016

Passare dalla gioia al dolore in pochissimo tempo



L'aver intrapreso lo studio del pianoforte fin da piccola mi ha dato la possibilità, dai 12 anni in poi, di suonare in chiesa durante le celebrazioni. L'organo prima, la tastiera poi, infine la chitarra, imparata su pochi fogli stampati da internet. Questo semplice servizio mi ha resa partecipe dei momenti più importanti della vita delle persone: matrimoni, battesimi, anniversari, funerali. Spesso mi ha chiesto di passare dalla gioia al dolore in pochissimo tempo, entrando nelle vite e nei sentimenti di famiglie con le quali non ho semplicemente scelto dei canti, ma condiviso i loro sogni, preoccupazioni, sofferenze. Riconosco che trovarmi ad essere "prossima" in questo modo inusuale è sempre stato un dono, un tassello importante per fare luce sulla mia vita: un talento che diventa strada privilegiata per un incontro che profuma di Dio.
- Manuela

venerdì 11 marzo 2016

E qui si rinnova con forza la chiamata di Dio



Ci sono sguardi capaci di perforare il cuore. Sono quelli del piccolo fragile, innocente, ferito. Ogni volta che trovo il coraggio di fermermi davanti a questi occhi, mi chiedo: cosa sto facendo io perché questo mondo possa essere migliore di come l'ho trovato io, per lui? Come posso trasformare questa storia perché ci siano ancora sogni e promesse di Vita per questi piccoli e per quelli che verranno? E qui si rinnova con forza la chiamata di Dio ad essere secondo il suo cuore, con tutte le mie forze, e a fare mio il suo sogno di giustizia e pace che chiamiamo Regno dei Cieli.
- don Benedetto Zampieri

giovedì 10 marzo 2016

Riconoscendo che il mio fare non è così indispensabile


Stamattina alle ore 8.30 ho portato l'auto dal carrozziere, poi dal meccanico e ancora dal carrozziere. Alle ore 12 l'ho riavuta, poi ho pranzato in buona compagnia ed ora, alle ore 14.30, sono in un'altra officina per la revisione. Forse che in quanto prete debba passare così il mio tempo? Anche sì, mi rispondo. Non sono "del mondo" ma "nel mondo", come lo è stato Gesù e come lo sono tutte le altre persone. E anche così posso ascoltare e portare la Parola, facendo della mia attesa un'occasione, salutando cordialmente chi lavora o chi incontro, ripensando ai miei impegni e come meglio portarli avanti, guardando con stupore la natura, riconoscendo che il mio fare non è così indispensabile.
E pagando il giusto a chi ha lavorato.
- don Silvano