martedì 31 maggio 2016

Un pellegrinaggio dalle tenebre alla luce


Nella notte tra sabato e domenica 1200 pellegrini hanno percorso a piedi i 25 chilometri che vanno da Camposampiero alla basilica del Santo: è il Cammino di Sant'Antonio. Un pellegrinaggio dalle tenebre alla luce, simbolo di un cammino interiore, dalla superficialità alla profondità, dall'indifferenza alla solidarietà, dalla tristezza alla gioia della Misericordia.
- fra Fabio, conventuale

lunedì 30 maggio 2016

Dove sono chiamata a osare oggi?



"Avrei tanto desiderato che tutto ciò non fosse accaduto ai miei giorni!" esclamò Frodo. "Anch'io," annuì Gandalf, "come d'altronde tutti coloro che vivono questi avvenimenti. Ma non tocca a noi scegliere. Tutto ciò che possiamo decidere è come disporre del tempo che ci è dato".
Può succedere di pensare come Frodo. Vorrei che quella cosa non fosse successa proprio a me, vorrei non sentire certe notizie al telegiornale, vorrei che il tempo si fermasse per non affrontare quella prova, vorrei poter non scegliere, non sentirmi incastrata in una domanda alla quale non so dare risposta. Eppure ho un tesoro in mano: il tempo, ovvero la vita, che mi è data. "Nel dubbio, osare verso il bene" mi sono sentita dire in questi giorni, con l'esempio di una giovane donna che duemila anni fa disse un sì che sconvolse il mondo e la storia. Così ho cominciato a chiedermi, ogni mattina: dove sono chiamata a osare oggi?
- Manuela, Collaboratrice Apostolica Diocesana

domenica 29 maggio 2016

Per la scoperta del dono di Gesù che per primo ci ama così


Il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». (1Cor 11,23b-25)

Chi è il cristiano se non una persona che ha scoperto la gioia di dare se stesso da mangiare agli altri, come pane spezzato? Chi è se non colui che ha scoperto di poter amare gli altri donando il proprio sangue, fino alla fine? E non per un gesto di eroismo, ma per la scoperta del dono di Gesù che per primo ci ama così. Cristiano accanto ad altri cristiani, poi, ci siamo anche noi che, come presbiteri, abbiamo ricevuto il mandato di rinnovare sull’altare questo miracolo d’amore. Tutti insieme veniamo nutriti dal Signore per vivere alla sua misura.

venerdì 27 maggio 2016

Per far entrare la luce che è Cristo


Cos'è la fede? È una delle domande più frequenti e che questi giorni mi frulla in testa studiando teologia fondamentale.
La fede la vedo come aprire volontariamente e in libertà una finestra, che è già dentro alle stanze della mia vita, per far entrare la luce che è Cristo e che viene ad illuminare la grandezza e al tempo stesso la fragilità del mio essere umano.
- Pier, seminarista

giovedì 26 maggio 2016

Se la vocazione siamo noi, essa cresce con noi



"Quello che deve starci a cuore, nell'educazione, è che nei nostri figli non venga mai meno l'amore per la vita. E che cos'è la vocazione di un essere umano, se non la più alta espressione del suo amore per la vita?" Natalia Ginzburg.
Se la vocazione siamo noi, essa cresce con noi, prende i caratteri dei nostri talenti, del nostro lavoro, semplicemente della nostra vita. Quando arriva il giorno della vocazione si è certi che tutto ciò che ci circonda è stato creato in dono per noi. Ripensiamo a quei momenti di autentica bellezza, che continuano a rimanere dentro di noi.
- Mauro, Medici con l'Africa Cuamm

mercoledì 25 maggio 2016

Quanto siamo fortunati!!!



Le giornate corrono sempre più veloci e si arriva a sera spesso con la mente carica di pensieri. Ieri sera dopo cena stavamo leggendo un po di notizie, ognuno davanti al suo pc, ma il pensiero poi è stato lo stesso: quanto siamo fortunati!!!
Quanto siamo fortunati, ad esser nati in un paese in pace, ad avere una casa ed una famiglia, un lavoro, il cibo sempre assicurato e la possibilità di scegliere chi essere e cosa essere, la possibilità di costruire il nostro futuro e di continuare a sperare e sognare. Soprattutto sognare, sognare di dare ai nostri figli le stesse fortune e privilegi, vederli crescere ed invecchiare con loro.
Si siamo fortunati, e come vogliamo vivere questo privilegio? Che tipo di persone, di cristiani, di famiglia vogliamo essere? E come vogliamo porci nei confronti di chi non ha avuto la fortuna di nascere dalla nostra parte?
Troppe domande si, impossibile rispondere a tutte in una serata, ma il seme è stato posto e mente e cuore stanno lavorando.
- Angela e Giulio

martedì 24 maggio 2016

E qualcuno di loro, anche nella sventura, viene esaudito!


In un momento in cui l'Inghilterra si trova a dover decidere del proprio futuro, noi siamo ospiti di questa cittadina a nord est di Londra, sul mare...
Mi informo: dodici chiese diverse in due città!
Qui pregano molto... i pescatori prima di partire si affidano.
E qualcuno di loro, anche nella sventura, viene esaudito!
Allora ci provo anche io, per il futuro di questa Europa...
- Marta Maria