Qualche mese fa mi trovavo a Gerusalemme, dopo quasi quaranta giorni di deserto passato tra la Strada dei Re e il Deserto di Giuda. Ricordo i rumori e le luci della città, in lontananza: il muezzin che chiamava i fedeli, gli ebrei che pregavano poco più sotto, le voci della gente al suq. In mezzo agli ulivi del Getsemani, al tramonto, io mi preparavo a rivivere nel pane e nel vino l'Ultima Cena di duemila anni fa.
Chiama la vita, chiama la mia vita, quell'Uomo che dal rumore della città mi porta al centro del suo amore che dona se stesso nel pane e nel vino, nella carne e nel sangue. E ritornano anche oggi, nelle orecchie e nel cuore, le parole di quella sera del primo Giovedì Santo: "Io sono la vite, tu il tralcio. Rimani qui, nel mio Amore".
- Sara
