Studiando la cultura semitica, uno degli aspetti che più incuriosisce è l'importanza data alla famiglia. Più che l'appartenza indicata dal cognome, conta la discendenza da un padre e da una madre. Io sono qualcuno, perché innanzitutto sono figlio. Sono figlio perché Qualcuno mi ha voluto. Sono figlio perché qualcun'altro mi ha accolto, come Maria ha accolto il divino in sé. Sono figlio perché qualcuno ha custodito la vita nascente, come Giuseppe ha custodito la Madre di Dio.
Penso che benedire il proprio padre e la propria madre, anche se imperfetti e peccatori, sia uno dei gesti più belli che possiamo fare. E con loro benedire e perdonare il passato, per vivere a cuore aperto, da figli, il presente.
- Sara
